mercoledì 9 dicembre 2009

La crisi non è finita.


La crisi non è finita. Giovedì 17 dicembre il Circolo PD di Cavriago organizza un confronto su questo tema. La serata sarà aperta da una breve presentazione dal cavriaghese Andrea Lasagni, docente presso la facoltà di Economia dell'Univesità di Parma. A seguito della presentazione sarà aperto il dibattito, al quale sono stati invitati imprenditori, associazioni di categoria e sindacati operanti nel nostro territorio. Chiuderà la serata il neo responsabile economico del PD regionale Gianluca Rivi.
Intanto il PD di Cavriago sostiene lo sciopero generale del pubblico impiego indetto dalal CGIL per venerdì 11 dicembre. In una nota stampa la CGIL reggiana afferma: "Il perdurare di un atteggiamento di totale chiusura da parte del Governo, il mancato finanziamento dei contratti in finanziaria, la volontà del Governo di perseguire una linea che esclude il dialogo ed impone le scelte richiedono uno slancio nella lotta dei dipendenti pubblici in difesa dei loro diritti in discussione dalla legge 15 del Ministro Brunetta e dalla totale umiliazione della democrazia sindacale."
Siamo pienamente d'accordo.

mercoledì 2 dicembre 2009

LE DICHIARAZIONI DI FINI E ALIEN VERSUS PREDATOR


Il “compagno” Fini. Questo è uno degli appellativi più usati dai detrattori del Presidente della Camera, da qualche tempo a questa parte quasi tutti concentrati a destra.

A parte il “fuori onda” di ieri (che ha fatto emergere le valutazioni di Fini sulle riforme della giustizia ad personam), l’ultima sua dichiarazione “se fossi stato in Svizzera avrei votato a favore dei minareti” mi ha colpito, e non poco. Pochi giorni prima, senza che nessuno gli avesse chiesto nulla, aveva risollevato l’idea di estendere il diritto di voto ai cittadini stranieri residenti in Italia. Nei giorni precedenti, aveva parlato positivamente del testamento biologico e dei diritti delle coppie di fatto.

E’evidente che l’insieme, non casuale, di tutte queste dichiarazioni asseconda l’idea secondo la quale Fini rappresenterebbe una destra rispettabile, in totale alternativa alla Lega Nord e a Berlusconi. In molti vedono dietro al Presidente della Camera l’immagine di un leader conservatore europeo, capace di parlare di laicità, immigrazione o giustizia senza avere la bava alla bocca e senza doversi far dettare le dichiarazioni in un auricolare nascosto come facevano le ragazzine del programma anni ’90 “Non è la RAI”.

Forse la questione è un po’ più complessa.

Fini, per ben 15 anni, ha votato o sostenuto tutto quanto gli venisse richiesto da Berlusconi. Ha votato ogni singola legge “ad personam” che aveva il palese intento di salvare il leader di Forza Italia. Ha sostenuto scudi fiscali, condoni, accettato e condotto in prima persona una politica estera da repubblica delle banane, avvallato la precarizzazione del mondo del lavoro ed approvato riforme della scuola tese a cancellare la parola uguaglianza dal vocabolario italiano. Ha promosso e firmato in prima persona una legge sull’immigrazione oscena, che nega i diritti fondamentali degli esseri umani e che, per giunta, non ha ridotto minimamente il numero di clandestini nel nostro paese. Non ultimo, ha deciso che da vicepremier del paese ospitante del G8, nel luglio 2001, il suo compito fosse quello di dirigere una caserma che ancora oggi è oggetto di procedimenti giudiziari per i pestaggi compiuti ai danni di alcuni manifestanti.

L’elenco delle porcate che Fini ha votato è lunghissimo. Tutto era funzionale a mantenere il potere e a legittimare se stesso, eliminando definitivamente dalla politica la parola “fascista”, che ora è lasciata quasi esclusivamente a taluni ultras di certe squadre di calcio. Qualcuno dovrà spiegarmi, quindi, che significato hanno i saluti romani per la vittoria di Alemanno.. o per tutte le vittorie di esponenti PDL che vengono da AN. La cosa più grave, tuttavia, è che Fini non ha solamente consentito a Berlusconi di fare i suoi comodi calpestando la Costituzione, la legge ed ogni regola del buon senso, ma ha anche consentito alla cultura berlusconiana di farsi strada.

L’egoismo, l’idea che fare i furbi sia il modo migliore per vincere sugli altri, il totale imbarbarimento (prima) ed addormentamento (poi) dei costumi di questo paese sono arrivati ad essere la cultura dominante degli italiani anche perché Fini non ha fatto nulla per fermare tutto questo. Fini ha aperto la strada a Berlusconi e l'ha reso un elemento della nostra quotidianità, materializzando tutto quello che prima poteva essere solo parte dei nostri peggiori incubi.
Chi può credere che ora sia cambiato? Chi può pensare che non sia un disegno di interesse a muovere Gianfranco Fini nella sua ribellione? Non è forse possibile che Fini punti a sostituire Berlusconi guidando un Governo istituzionale mantenuto anche con i vostri voti, per poi (in stile Merkel) candidarsi tra 3 anni a capo della destra trionfando su un PD che nel frattempo avrà perso il 10%? E se volesse accreditarsi per il Quirinale?

Lo scontro tra i due ricorda la sfida raccontata in un celebre film: Alien versus Predator. Il primo è un mostro orribile che sbrana gli uomini con l'aggressività e la violenza tipica di un belva feroce. Il secondo è un freddo e cinico essere iper-tecnologico capace di rendersi invisibile ed uccidere chiunque incontri in modi atroci. Siete liberi di decidere voi chi è Fini e chi è Berlusconi. O per lo meno: siete liberi di decidere da chi farvi uccidere.
Mirko Tutino


sabato 28 novembre 2009

STEFANO CI MANCHERA'

Il Partito Democratico di Cavriago esprime il proprio cordoglio per la morte del fumettista, insegnante, pittore cavriaghese, Stefano Mussini. Ha sempre messo la propria creatività al servizio di Cavriago..

Cavriago sentirà la sua mancanza.

venerdì 27 novembre 2009

CAVRIAGO CAPUT MUNDI: IL PDL VOTA NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA


Cavriago è proprio un paese originale: il PDL vota la mozione per l'acqua pubblica. Ieri sera, nel corso del Consiglio Comunale, dopo un lungo lavoro di mediazione tra i diversi gruppi, la mozione proposta del gruppo civico "Cavriago Comune" diventa di tutti e passa con voto unanime. Si tratta di un dato politico straordinario: tutti i gruppi (UDC e Destra compresi) hanno riconosciuto che è attraverso un potenziamento ed un miglioramento delle gestioni pubbliche che si può ottenere un servizio idrico di qualità anche laddove non esiste. La "privatizzazione ad ogni costo" voluta dal Governo viene quindi messa in discussione dallo stesso consigliere del PDL locale. Il Comune di Cavriago promuoverà quindi come principio la richiesta di considerare l'acqua un bene privo di rilevanza economica e richiedrà alla Regione di impugnare presso la Corte Costituzionale la legge che impone a tutte le regioni, nonostante la gestione dell'acqua sia loro competenza costituzionale, la privatizzazione. Il Consiglio Comunale ha poi sostenuto le iniziative già avviate dall'assessorato all'ambiente del Comune per l'utilizzo dell'acqua del rubinetto nelle scuole.
Ecco il testo della mozione.

ORDINE DEL GIORNO: "RICONOSCIMENTO DELL'ACQUA COME BENE COMUNE E DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO COME SERVIZIO PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA"

PREMESSO che:

- l'acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita. Pertanto, la disponibilità e l'accesso all'acqua potabile ed all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile dell'uomo, un diritto universale, indivisibile che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall'art. 2 della Costituzione; a partire dalla promulgazione della Carta Europea dell'Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell'acqua come "bene comune" per eccellenza si è affermata a livello mondiale;
- peraltro, il "bene acqua", pur essendo rinnovabile, per effetto dell'azione antropica può esaurirsi: è quindi responsabilità individuale e collettiva prendersi cura di tale bene, utilizzarlo con saggezza, e conservarlo affinché sia accessibile a tutti nel presente e disponibile per le future generazioni;

- la risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 dichiara "l'acqua come un bene comune dell'umanità" e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazione più povere entro il 2015 ed insiste affinché "la gestione delle risorse idriche si basi su un'impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua livello locale e in modo democratico";

- inoltre, la risoluzione del Parlamento europeo dell'11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno - priorità 2003-2006 - già affermava, al paragrafo 5, "essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno";

CONSIDERATO

- che per sostanziare il principio del diritto dell'acqua come universale e inalienabile, nonché per riorientare il sistema di tariffazione agevolata per le fasce sociali meno abbienti verso un sistema che assicuri maggiore responsabilizzazione degli utenti e politiche di risparmio idrico, appare opportuno introdurre all'interno dell'ordinamento la definizione del servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica.

RITENENDO

- necessario garantire, oltre alla buona qualità dell'acqua anche un'adeguata quantità e continuità del servizio, un'alta efficienza degli acquedotti e delle infrastrutture tali da ridurre al minimo la dispersione;- opportuna la definizione di chiari indirizzi pubblici e politiche pubbliche concrete, realistiche e rigorose perché l'acqua non è una merce ma una risorsa da tutelare, prelevare e utilizzare con grande responsabilità e coerenza;- fondamentale il controllo dei pozzi ed la tutela dell'ambiente attraverso la depurazione e il riuso delle acque e la conservazione del minimo flusso vitale per i corsi.

CONSIDERANDO

- che la gestione del Servizio Idrico Integrato della nostra realtà è assai distante da quelle gestioni pubbliche o private non adeguatamente controllate, caratterizzate da una presenza asfissiante dei partiti e da manifestati pesanti fenomeni clientelari e di lottizzazione che hanno indebolito la professionalità degli operatori, con conseguente peggioramento della qualità dei servizi ed aumento dei costi per il cittadino.

CONSIDERATO

- che oltre 100 cittadini cavriaghesi dei 400.000 a livello nazionale, hanno apposto la propria firma a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare concernente "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico".

VISTO

- l'articolo 23-bis del D.L. 25/06/2008 n. 112 convertito nella legge 6 agosto 2008 n. 133

- che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all'ingresso di privati.

CONSIDERATE

- le successive modifiche ed integrazioni apposte al suddetto art. 23bis dall'art. 15 del D.L. n. 135/2009, approvato in via definitiva dalla Camera il 19 novembre 2009, che muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAVRIAGO SI IMPEGNA:

- a "costituzionalizzare" il diritto all'acqua riconoscendo nel proprio Statuto Comunale il "Diritto Umano all'acqua", ossia l'accesso all'acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell'acqua come bene comune pubblico.

APPROVA I SEGUENTI PRINCIPI:

- l'acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;

- la disponibilità e l'accesso individuale e collettivo all'acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell'impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero;

- la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntante a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;- il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi;

- il servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza, ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.

IMPEGNA il Sindaco e la Giunta:

a riaffermare, attraverso ogni proposta gestionale e di principio all'interno dell'ATO, la titolarità dei Comuni ad esercitare il potere di indirizzo, di controllo e di determinazione del piano tariffario, in coerenza con il riconoscimento del principio dell'acqua come diritto umano essenziale.. ad intervenire presso la Regione Emilia Romagna affinché la stessa avvii ricorso presso la Corte Costituzionale (vedi Regione Puglia) su quanto previsto dall'art. 15 del D.L. n. 135 del 2009, già approvato in via definitiva dalla Camera il 19 novembre 2009;.
a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di attraverso le seguenti azioni: informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l'acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali, contrasto al crescente uso delle acque minerali e promozione dell'uso dell'acqua dell'acquedotto per usi idropotabili
a cominciare dalla Sala del Consiglio Comunale, dagli uffici, dalle strutture comunali e dalle mense scolastiche- anche attraverso la costruzione di distributori/dispensatori pubblici accessibili a tutti i cittadini.