"L'attentato" a Berlusconi è stata la notizia di questa settimana. Il gesto di uno squilibrato sembra avere spostato all'attenzione di tutto il dibattito politico e reso tutto diverso. Si è creato un clima surreale, che ha messo in secondo piano tutto quanto si era detto e discusso fino al giorno prima e, soprattutto, ha messo in secondo piano i problemi del paese.
Vogliamo partire con una domanda. Di squilibrati e mitomani al mondo ce ne sono tantissimi. Ogni tanto si sente di qualche rock star, calciatore o attore che vengono aggrediti da qualche folle. In Italia l'oggetto delle attenzione dello squilibrato di turno è diventato Berlusconi. Il premier, in effetti, non ha mai fatto nulla per avere un immagine sobria e non sa miminamente che cosa sia l'understatemente che invece ha caratterizzato e tuttora caratterizza il suo predecessore, Romano Prodi. Fa politica come se fosse un tronista, ed il primo matto con tendenze violente e mitomani lo ha trattato come tale.
Il gesto dello squilibrato Tartaglia è stato atto di violenza gratuita, da condannare senza alcuna esitazione. Così come è giusto essere solidali con qualsiasi uomo colpito da un gesto violenza gratuita. Tuttavia non ci sentiamo di esprimere alcuna solidarietà politica, perchè il gesto di Tartaglia non è un gesto politico: è il gesto di una persona con molti problemi.
Noi piuttosto ci chiediamo come sia possibile che il Capo del Governo italiano possa essere colpito da un oggetto lanciato da poca distanza senza che nessuno della sua scorta abbia potuto evitarlo. Ci chiediamo come sia possibile che il premier non sia affidato ad una regolare scorta di Stato (con protocolli, procedure e regole sicure e trasparenti) ma ad un manipolo di agenti privati.
Crediamo che il Ministro degli Interno, anzichè proporre l'eliminazione degli spazi su internet, la limitazione delle manifestazioni (tra l'altro il Premier è stato ferito ad una manifestazione del suo partito, non ad una dell'opposizione), non abbia ritenuto opportuno dare le dimissioni. E l'opposizione dovrebbe chiederle. Al contrario il Governo vuole usare il gesto di un matto per mettere in discussione la libertà di espressione, di stampa e di manifestazione. E poi la riforma della Giustizia, le riforme a colpi di maggioranza ed una finanziaria che non affronta (anzi, aggrava) i problemi del paese.
Chiediamo a chiunque non abbia capito tutto ciò e si sia convinto che le cose dopo il gesto di Tartaglia siano cambiate, di svegliarsi dal torpore: sono a rischio i nostri diritti fondamentali e, anzichè sentirci colpevoli per il gesto di un pazzoide, dovremmo denunciare il fatto che viviamo in un paese dove il Governo non sa garantire nemmeno la sicurezza del primo dei suoi componenti e contrastare ogni proposta atta a negare le libertà individuali e collettive.
Vogliamo partire con una domanda. Di squilibrati e mitomani al mondo ce ne sono tantissimi. Ogni tanto si sente di qualche rock star, calciatore o attore che vengono aggrediti da qualche folle. In Italia l'oggetto delle attenzione dello squilibrato di turno è diventato Berlusconi. Il premier, in effetti, non ha mai fatto nulla per avere un immagine sobria e non sa miminamente che cosa sia l'understatemente che invece ha caratterizzato e tuttora caratterizza il suo predecessore, Romano Prodi. Fa politica come se fosse un tronista, ed il primo matto con tendenze violente e mitomani lo ha trattato come tale.
Il gesto dello squilibrato Tartaglia è stato atto di violenza gratuita, da condannare senza alcuna esitazione. Così come è giusto essere solidali con qualsiasi uomo colpito da un gesto violenza gratuita. Tuttavia non ci sentiamo di esprimere alcuna solidarietà politica, perchè il gesto di Tartaglia non è un gesto politico: è il gesto di una persona con molti problemi.
Noi piuttosto ci chiediamo come sia possibile che il Capo del Governo italiano possa essere colpito da un oggetto lanciato da poca distanza senza che nessuno della sua scorta abbia potuto evitarlo. Ci chiediamo come sia possibile che il premier non sia affidato ad una regolare scorta di Stato (con protocolli, procedure e regole sicure e trasparenti) ma ad un manipolo di agenti privati.
Crediamo che il Ministro degli Interno, anzichè proporre l'eliminazione degli spazi su internet, la limitazione delle manifestazioni (tra l'altro il Premier è stato ferito ad una manifestazione del suo partito, non ad una dell'opposizione), non abbia ritenuto opportuno dare le dimissioni. E l'opposizione dovrebbe chiederle. Al contrario il Governo vuole usare il gesto di un matto per mettere in discussione la libertà di espressione, di stampa e di manifestazione. E poi la riforma della Giustizia, le riforme a colpi di maggioranza ed una finanziaria che non affronta (anzi, aggrava) i problemi del paese.
Chiediamo a chiunque non abbia capito tutto ciò e si sia convinto che le cose dopo il gesto di Tartaglia siano cambiate, di svegliarsi dal torpore: sono a rischio i nostri diritti fondamentali e, anzichè sentirci colpevoli per il gesto di un pazzoide, dovremmo denunciare il fatto che viviamo in un paese dove il Governo non sa garantire nemmeno la sicurezza del primo dei suoi componenti e contrastare ogni proposta atta a negare le libertà individuali e collettive.


