mercoledì 30 aprile 2008

LA FESTA DEL LAVORO

Arriva la Festa dei Lavoratori e quest'anno abbiamo molto motivi seri per festeggiarla. Domani saremo in Piazza Zanti con un banchetto e per l'occasione abbiamo preparato una cartolina che ricorda il Lavoro come protagonista della nostra Costituzione, che compie, proprio nel 2008, i suoi primi 60 anni. Ma la Festa dei Lavoratori sarà per noi solo l'inizio di un mese dedicato al Lavoro in cui abbiamo in programma tre iniziative: una proiezione, uno spettacolo teatrale ed un'iniziativa con i gli eletti nazionali sul tema del Lavoro.




martedì 29 aprile 2008

442 KM DA NOI


La capitale è lontana.. (442 km di macchina, 40 euro di eurostar), ma la sconfitta fa male, anzi, malissimo. A Roma vince la destra, con un risultato che nessuno si aspettava.
E qui sta il primo problema: perché nessuno se lo aspettava?

Il successo di Alemanno (per noi osservatori lontani), sembra essere riassumibile in tre elementi: la candidatura del centro-sinistra (Rutelli ri-candidato per la terza volta), la debolezza del programma su punti che sono sentiti dai cittadini (sicurezza, riqualificazione delle periferie), l’onda lunga delle elezioni politiche. Nicola Zingaretti ha vinto le elezioni per la Provincia di Roma e le ha vinte anche in città. Questo dato ci segnala che anche alcuni elettori di centro-sinistra hanno votato Alemanno e che un candidato più giovane come Zingaretti e innovativo può vincere anche in condizioni avverse.

Ci serva di lezione. Chi vive e fa politica in un territorio deve essere capace di percepirne le aspettative e dare risposte ai problemi delle persone, anche con l’individuazione di un candidato, di un’alleanza e di un programma adeguati. Anche per questo si devono fare sempre le primarie..

Non è vero che la gente vota sempre e solo per ideologia e tradizione, anzi, è sempre meno così.
Ed è per questa ragione che stamattina i vicentini o gli udinesi (che votano regolarmente a destra ad ogni turno elettorale) si sono svegliati con un Sindaco del PD, ed i romani con un Sindaco di destra.

Parma e Bologna ci hanno insegnato che anche in Emilia gli elettori ci possono punire. Facendo politica con le persone, raccogliendone le aspettative e facendo proposte che diano risposta ai problemi della gente, si possono ancora mantenere i livelli di consenso che ci sono dalle nostre parti... che sempre meno sono il frutto della tradizione e sempre più del buon governo.

Il risultato di Roma non cambia le carte in tavola, anzi, ci indica che è ancora più oneroso il lavoro da fare, ma sapevamo già di doverlo fare. Ora non c’è da avviare una lunga “fase di riflessione”, o i soliti dibattiti interni (sui giornali ed in TV) sul nostro futuro, c’è da proseguire una linea politica che ancora non è credibile per molti italiani, ma è l’unica che può esserlo. Rimboccarsi le maniche, radicarsi e fare tanto lavoro in mezzo alla gente, anche da noi, a 442 km da Roma.


lunedì 28 aprile 2008

LE PRIMARIE INFINITE

Il 22 aprile si sono tenute le primarie democratiche in Pennsylvania.

Dovevano essere decisive, ma il risultato è stato il solito: ha vinto, ma ha anche perso, Hillary Rotham Clinton, che prende più voti ma rimane sotto nella conta dei delegati. Da circa 5 settimane non si parlava più di elezioni americane e noi ne abbiamo approfittato per tenere aperto, sul nostro blog, un sondaggio sulle preferenze dei nostri lettori rispetto ai candidati democratici alla presidenza.

Tra di noi, con 21 voti su 28 (75%) ha vinto Barack Obama. Onestamente si può dire che questo era un risultato assolutamente scontato: Obama è il candidato più innovativo e più apprezzato da tutta l’area progressista europea. Al di là della sue origini afro-americane, la scelta dei temi nella sua campagna elettorale, ha portato alla luce un america molto diversa da quella che abbiamo visto negli anni di Bush. Non a caso Obama è stato scelto come fonte di ispirazione da molti candidati europei (da Zapatero a Veltroni) ed ha stravinto le elezioni tra gli americani all’estero.

Senza lanciarsi in un'approfondita riflessione sulle differenze tra i due candidati e senza prendere parte più di tanto nella competizione, ci permettiamo di fare una considerazione: è ora che emerga un candidato, queste eterne primarie devono finire.

Il Presidente degli Stati Uniti, che lo vogliamo o no, incide anche sulle nostre vite. Un cambio di rotta nella politica estera e nelle scelte economiche degli USA possono determinare grandi cambiamenti anche per noi.

I repubblicani al governo in america hanno fatto danni al mondo intero (le guerre, l’incapacità di gestire le crisi economiche e politiche) ed ogni giorno che passa senza un candidato riconosciuto da tutti i democratici, aumenta le possibilità che per i prossimi 4/8 anni ritorni un clone di Bush al potere negli Stati Uniti. I sondaggi di questi giorni lo confermano, il senatore conservatore dell’Arizona, John Mc Cain, è in rimonta e alcune rilevazioni lo danno addirittura in vantaggio. E’difficile pensare che un candidato che sale sul ring solo ad agosto (con la convention democratica) dopo esser uscito da primarie lunghissime e sfiancanti, possa battere un aspirante presidente che ha fatto le primarie in carrozza ed è in corsa da febbraio.

Da lontano e nel nostro piccolo, ci permettiamo di dire questo: vinca Obama o la Clinton (noi speriamo il primo, ovviamente), prevalga nei democratici la novità o la continuità, ma il mondo non si può permettere un altro repubblicano alla Casa Bianca.

mercoledì 23 aprile 2008

25 APRILE

In foto: il 25 aprile 1945 su Via Cavour a Cavriago (sullo sfondo la chiesa di San Nicolò).

Quest'anno sarà un triste 25 aprile, perchè arriva meno di due settimane dopo l'affermazione della destra alle elezioni politiche nazionali. Ex (e neo) fascisti fanno parte della coalizione che tra pochi giorni prenderà le redini del paese e le prime conseguenze si stanno già vedendo.
Sono diversi i parlamentari e i sedicenti "pensatori" destrorsi che, con il vento elettorale in poppa, stanno chiedendo a gran voce l'eliminazione del 25 aprile come Festa Nazionale.
Invece, oggi come non mai, serve proprio il 25 aprile. Gustavo Zagrebelsky, Guido Neppi Modona e Carlo Federico Grosso, intellettuali torinesi, hanno redatto un appello rivolto ai loro concittadini per scendere in piazza in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. L'appello richiama "il sacrificio della parte migliore di questo paese che permise alle generazioni che seguirono di vivere in una nazione libera e democratica".

Non è casuale che a scendere in piazza nello stesso giorno, sempre a Torino, ci sia Beppe Grillo con la sua seconda edizione del V-day. Si, perchè non c'è solo chi è dichiaratamente contro l'antifascismo, c'è anche chi utilizza i toni e la retorica squadrista illudendo le persone che basti mandare a quel paese gli eletti, le istituzioni e non votare, per cambiare le cose.
Molti cittadini, delusi dalla politica, hanno ascoltato anche nelle urne la voce dell'anti-politica di Grillo e con quale risultato? Chi non ha votato non ha comunicato nulla di utile al mondo politico e chi ha votato a regalato l'Italia alla parte politica che ritiene che Mangano sia un eroe, che conta più indagati e più condannati. Le Lega, il partito più lontano dalla Costituzione del Parlamento, pare abbia goduto anche lei dell'attività del migliardario show-man genovese.

L'appello torinese prosegue così: "Tre generazioni, tante ne sono passate da quando l'Italia è stata liberata dall'occupazione nazista e dal fascismo: sarebbe questa una ragione sufficiente per festeggiare il 25 Aprile, ma crediamo vi sia di più del semplice ricordo. Il 25 Aprile ci parla dell'oggi, della necessità di non dare mai per scontati quei valori per i quali combatterono i nostri padri e i nostri nonni."
Con questo stesso spirito celebreremo il 25 aprile, sicuri che i tempi più bui sono destinati a finire e le lotte per il progresso e per il cambiamento sono destinate ad essere vinte.