mercoledì 9 gennaio 2013

CAVRIAGO LOVES LIBERA




Anche quest'anno, vista la grande partecipazione del nostro paese in occasione della raccolta fondi dell'anno scorso, abbiamo deciso di dedicare una serata alla raccolta di fondi per l'associazione Libera. 

Libera è un'associazione nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.  Nel 2012 è stata inserita dalla rivista The Global Journal nella classifica delle cento migliori Ong del mondo: è l'unica organizzazione italiana di "community empowerment" che figuri in questa lista, la prima dedicata all'universo del no-profit


Per realizzare il nostro obbiettivo e per dimostrare quanto il nostro paese sia sensibile al tema della lotta alle mafie, abbiamo deciso di organizzare un concerto di beneficenza, al Novecento, con le principali band Cavriaghesi!!! Vi aspettiamo numerosi!!!!

mercoledì 25 luglio 2012

DAVIDE FARELLA E’ UN BUGIARDO? ANCORA FANGO SUL COMUNE. BASTA!!


Come membri del consiglio di maggioranza del Comune di Cavriago in questi tre anni di legislatura abbiamo assistito ad un progressivo innalzamento del livello dello scontro politico e delle dichiarazioni da parte dei consiglieri della lista civica “Cavriago Comune”. Le continue calunnie e le ripetute falsità che Davide Farella e Luca Ficarelli hanno più volte pubblicamente sostenuto ci hanno fatto capire che l’obiettivo che queste persone perseguono è unicamente distruttivo: screditare il nostro operato mettendo in dubbio la nostra rispettabilità e la nostra onestà di persone e di cittadini prima ancora che di amministratori.

Li abbiamo smentiti quando sostenevano che il consigliere Mirko Tutino percepiva una doppia indennità. Abbiamo letto articoli di giornale che sostenevano che l’azienda speciale era illegale. Abbiamo assistito alla presentazione di un esposto anonimo alla Corte dei Conti contro quella stessa Azienda Speciale che ha consentito di stabilizzare i precari e di fare investimenti. Tutte le loro accuse sono finite sempre in nulla. Quasi settimanalmente leggiamo note che allarmano i cittadini. Solo chiacchiere e tanti articoli di giornale. Abbiamo dimostrato, giorno dopo giorno, di operare in modo corretto e pulito, di muoverci nell’interesse della comunità, per il raggiungimento di un traguardo collettivo. Abbiamo visto nascere un Centro culturale d’eccellenza, il Multiplo, di cui si parla a livello nazionale. Abbiamo mantenuto tutti i servizi e ad un’alta qualità, in un contesto di tagli agli enti locali, mentre gli altri comuni esternalizzavano o riducevano i servizi. Sta nascendo una nuova scuola dell’infanzia. Investiamo ogni anno in cultura, istruzione, servizi per gli anziani e per i disabili, per lo sport e per i giovani. Possiamo sbagliarci o fare meglio, come tutti, ma siamo convinti di operare per il progresso e lo sviluppo della nostra comunità e di farlo in modo onesto. Nell’ultimo Consiglio comunale  Davide Farella ha sostenuto che il Comune ha intenzione di acquistare l’area della sede dell’ex Coop Muratori per chiudere un “gioco a tre” con l’Immobiliare “La verde dimora” attuale proprietario e collegata ad Unipol, e la Coop Muratori. Un’operazione , secondo le farneticanti ed offensive affermazioni di Farella, iniziata nel 2009. Secondo il consigliere Farella il Comune di Cavriago utilizza denaro pubblico per fare gli interessi del movimento cooperativo.

Abbiamo deciso di dire basta! Stiamo valutando se querelare il consigliere Farella, come già preannunciato nelle scorse settimane. Lo faremo personalmente, non attraverso il Comune. Ognuno di noi pagherà di tasca propria. Siamo indignati! Siamo persone che svolgono il proprio ruolo con onestà, senso del dovere e responsabilità. Siamo sicuri che ogni persona onesta, al posto nostro, farebbe la stessa cosa. Per difendere la propria rispettabilità. Com’è possibile, in un paese democratico, che una persona si permetta di lanciare accuse tanto infamanti senza mai assumersi l’onere della prova? Senza assumersene la responsabilità? Non possiamo più tollerare questo modo di fare politica che disgrega la collettività, umilia le istituzioni e offende noi come individui. Il consigliere Farella non pensi, com’è solito fare, ad indossare i panni della vittima, pensi piuttosto ad assumersi la responsabilità di quello che dice, porti le prove e dimostri le sue infamanti accuse. Oppure si scusi pubblicamente, altrimenti vorrà dire che è un bugiardo! E’ stato valicato il limite della decenza. Ci difenderemo e difenderemo le istituzioni che i cittadini cavriaghesi ci hanno dato l’onore di rappresentare.

BARANI ROBERTO   consigliere
BARDI MAURA consigliere
BEDOGNI FRANCESCA  assessore
BERCIOTTI GIANLUCA  assessore
BERTANI ROBERTO  assessore
BORRELLI SONIA    assessore
BURANI IVAN consigliere
BURANI PAOLO    vicesindaco
DELMONTE VINCENZO sindaco
FABBRIS LUCA  consigliere
POLI SARA  consigliere
TERENZIANI CINZIA consigliere
TESTA ENRICA  consigliere
TUTINO MIRKO consigliere

lunedì 7 maggio 2012

Pignedoli e Soliani: "Il PD non ha mai votato contro il taglio delle pensioni d'oro"

La voce che sta girando in queste ore che accusa i Senatori del Partito Democratico di avere votato contro il taglio delle "pensioni d'oro" è una notizia falsa e fuorviante e per questo senatiamo l’esigenza di fare chiarezza. Le così dette “pensioni d’oro”, stimate in un numero inferiore a 10 in tutto il Paese e appartenenti a manager pubblici di grande rilievo come il responsabile dei Servizi Segreti Italiani, colui il quale è responsabile della sicurezza dello Stato, sono state tagliate dal Governo Monti (anche con il nostro appoggio) diversi mesi fa imponendo un contributo di solidarietà. L’emendamento in discussione la settimana scorsa non andava a modificare tale decisione e, come spiegato dalla relazione tecnica redatta dal Ministero dell’Economia ad esso riferita, non produceva effetti negativi per i saldi di finanza pubblica. Questo significa che quel comma non determinava una maggiore spesa per le casse dello Stato, e ciò dimostra che quanto affermato da troppi è falso. Non abbiamo mai votato contro la riduzione delle pensioni d’oro e il Partito Democratico non ha in nessun modo cambiato idea a tal proposito. Questo e' l'ennesimo caso di disinformazione non so se dolosa o frutto di incompetenza.


Per spiegare l’accaduto occorre chiarire che: 1. nel dicembre 2011 scorso il decreto-legge “Salva-Italia” ha stabilito un taglio alle retribuzioni degli alti dirigenti pubblici superiori ai 300.000 euro annui; 2. quella disposizione ha determinato una situazione nella quale numerosi alti dirigenti pubblici che hanno già maturato i requisiti per il pensionamento sono fortemente incentivati a scegliere di andare in pensione subito, invece di continuare a lavorare (così come invece ha chiesto loro il Governo) per evitare che il nuovo stipendio, oggi decurtato, determini una riduzione corrispondente del trattamento pensionistico a cui altrimenti avrebbero già diritto. Per evitare questo, il Governo si è impegnato a fare in modo che, rimanendo in servizio, essi non subiscano quel pregiudizio. 3. In un decreto-legge adottato ultimamente, il Governo ha quindi inserito una disposizione che stabilisce che il taglio operato con il decreto “Salva-Italia” non possa incidere sul trattamento pensionistico già maturato da quei dirigenti alla fine del 2011 nel vecchio regime, bensì incida soltanto sul trattamento che maturerà a loro favore dal 1° gennaio in poi, decidendo essi di restare in servizio. Va sottolineato che tale disposizione corrisponde a un orientamento giurisprudenziale costante della Cassazione e della Corte costituzionale, secondo il qualee il trattamento pensionistico per il quale una persona ha già maturato i requisiti, ma che non viene attivato poiché essa decide di continuare a lavorare, costituisce un diritto acquisito che non può essere inciso da nuove disposizioni. La disposizione inserita dal Governo nel decreto-legge mirava dunque anche a evitare una pioggia di loro ricorsi dei dirigenti interessati, ricorsi che a breve arriveranno (grazie a Lega, PDL e IDV) e che avranno ottime possibilità di successo, successo che, concretamente, si tramuterà in esborsi da parte dello Stato non indifferenti, che peseranno sulel tasche dei cittadini. Questo il Partito Democratico e il Governo lo volevano evitare.



Così stando le cose, ci è parso ragionevole l’accordo tra i partiti della maggioranza nel senso di respingere l’emendamento soppressivo presentato dalla Lega. E quando in Senato mercoledì scorso si è delineata la defezione quasi in blocco del Gruppo del PdL (con la significativa eccezione dei suoi esponenti di vertice), abbiamo approvato la scelta del PD di mantenere invece l’impegno preso, nonostante questo rischiasse di esporci alla disapprovazione dell’opinione pubblica meno informata. Aggiungiamo soltanto che, se non avessimo approvato questa scelta del PD, non avremmo esitato a dirlo chiaro e tondo in questa sede e in ogni altra.

mercoledì 25 aprile 2012

Due parole, un pensiero. 25 aprile 2012

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”. Sono celebri parole che Piero Calamandrei rivolgeva agli studenti milanesi nel 1955. Sono molti i modi per celebrare la Liberazione dal nazifascismo e per fornire alle persone strumenti ed elementi per riflettere sulla tragedia che si è abbattuta sul nostro Paese e che ancora oggi affiora, indelebile, nella memoria di tanti testimoni, qui con noi oggi in questa giornata di ricorrenza nazionale. Possiamo pensare che la tragedia del nazifascismo come la tragedia di tutti i totalitarismi deriva da un crollo collettivo di senso di responsabilità. Questo dovrebbe indurre ogni persona a vigilare affinché questa sorta di coscienza sociale, oggi sempre messa più a dura prova da esempi ed interessi contraddittori e irresponsabili, non sparisca nuovamente. Gli ultimi episodi, i pentoloni scoperchiati dalla magistratura su pratiche illecite all'interno dei partiti, hanno gettato benzina sul fuoco dell'antipolitica creando uno scollamento impressionante tra il mondo politico e la società civile. Proprio in un momento in cui l’economia va a rotoli, proprio in un momento in cui si chiedono immensi sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, agli onesti imprenditori, si assiste ad una rigidità di pensiero e di reazione, da parte del mondo politico, a dir poco sconcertante. Per non parlare dei fondi destinati alla politica. Giusti a mio parere i fondi pubblici, ma esorbitanti in un momento in cui a tutti si chiede di fare dei sacrifici e ridimensionare le proprie spese. C’è veramente una brutta aria in giro e nessun partito può considerarsi al riparo in questo momento. Se non contrastiamo l’antipolitica con azioni forti, prese di posizioni decise e soprattutto serietà, quest'ondata spazzerà via tutti, Partito Democratico compreso. Il Partito Democratico, nello spirito fondativo, voleva essere un partito moderno, nuovo, al passo con i tempi. Bene, questo è il momento di dimostrare che c’è. Non si può indulgere nell'antipolitica. L’Italia non ha bisogno di una deriva demagogica. C'è bisogno di partiti amici della gente e della cultura, dinamici, moderni che offrano idee nuove a questo Paese e che si chiedano quale sarà l'Italia del 2013 e degli anni a venire, ma, soprattutto, che la mettano in cantiere. C'è bisogno di una stagione in cui i partiti si rifondano profondamente e culturalmente. C’è bisogno di aria nuova.